venerdì 28 giugno 2013

27 ottobre 1954: Ufo su Firenze!


 
E’ il 27 ottobre del 1954; nello stadio Artemio Franchi di Firenze si sta disputando la partita di calcio tra la Fiorentina e la Pistoiese. Ben presto però, alle 14.20, nel cielo sopra lo stadio apparve una vera e propria squadriglia di 20 oggetti volanti, che provenienti da Prato (i cui abitanti poco prima avvistarono gli stessi oggetti sfrecciare alla volta di Firenze) si dirigono, in formazione e ad una velocità molto elevata, in direzione Nord Ovest - Sud Est.  

Secondo le testimonianze raccolte successivamente, gli oggetti avevano forme diverse: alcuni avevano l'aspetto di ali d'aquila, altri presentavano una forma di goccia, altri ancora erano dei dischi piatti, bianchi e lucenti. L’avvistamento durò ben 15 minuti durante i quali la redazione de "La Nazione" venne letteralmente sommersa dalle telefonate di centinaia di cittadini terrorizzati; il capocronista Giorgio Batini, salì immediatamente sul tetto assieme ad altri colleghi e tutti poterono vedere con i propri occhi lo spettacolo che si stava svolgendo nei cieli della città. 

Nel frattempo, le migliaia di tifosi presenti alla partita, nonché gli stessi calciatori, arbitri e tutto il restante personale dello stadio,  osservavano la scena attoniti. A questo punto l'arbitro si vide costretto ad interrompere il derby: per ben 11 minuti la formazione di Ufo eseguì evoluzioni acrobatiche sopra l’“Artemio Franchi” per poi sfrecciare via a zig zag. 

La vicenda aveva dell’incredibile: migliaia di persone, anzi, un'intera città,  avevano assistito alle evoluzioni di quegli oggetti non identificati, ma le sorprese non erano ancora finite.

In seguito all'avvistamento, infatti, per oltre mezz’ora, su Firenze cadde una misteriosa “nevicata”: l’intera città venne ricoperta da una strana sostanza bianca lanuginosa ed appiccicosa che imbiancava i tetti e che evaporava al contatto con le mani. 
 
Uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, incuriosito dallo strano fenomeno, decise di raccogliere alcuni campioni della sostanza e di riporli in un contenitore di vetro sterilizzato. Tali campioni furono fatti analizzare presso l'Istituto di Chimica Analitica dell'Università di Firenze.  

Il direttore dell'Istituto il Prof. Giovanni Canneri, dopo aver effettuato accurate analisi sui campioni, dichiarò ufficialmente: “Si tratta di una materia a struttura fibrosa con notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Sottoposta a riscaldamento, imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile mostra spettrograficamente di contenere prevalentemente Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. In via puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere un vetro borosilicico.” 
 
La misteriosa nevicata non interessò solamente la città di Firenze ma anche le campagne e boschi circostanti; lo stesso giornalista Batini portò all’Istituto una notevole quantità di quella strana sostanza, raccolta nei boschi attorno a Firenze.  
 
La "bambagia silicea"
 
Nella casistica ufologica, la sostanza caduta su Firenze nel 1954, è denominata “bambagia silicia” (a causa delle sue componenti) o più volgarmente “Capelli d'Angelo". Vi sono moltissimi avvistamenti documentati dove questa sostanza viene menzionata, tra cui quello famosissimo della “Croce su Roma” del 7 novembre successivo.
 
La spiegazione che la alcuni biologi danno relativamente all’origine della “bambagia silicea” è che si tratti di una particolare ragnatela prodotta da una specie di aracnide migratore che usa le correnti aeree. Inutile dire che non esistono in natura ragni che producano ragnatele a base silicea!

Secondo altri si tratterebbe di residui chimici delle lavorazioni tessili dispersi in atmosfera, ma anche questa spiegazione non ha nessuna attinenza con la composizione della sostanza.  

Un’altra possibile spiegazione, questa volta meno campata in aria, è che si tratti di una speciale “paglia antiradar” usata dagli aerei militari per “ingannare” i radar nemici. Secondo questa teoria l’intera vicenda sarebbe frutto di una esercitazione militare durante la quale sarebbe stata utilizzata questa nuova tecnologia!

Anche quest’ultima teoria però presenta delle falle: all’epoca la “paglia antiradar” era costituita da strisce di carta stagnola che venivano scaricate durante il volo e che “rifrangevano” le onde radar; un’eventuale tecnologia così avanzata da produrre una nuova sostanza come la “bambagia silicea” non sarebbe stata di sicuro utilizzata durante un’esercitazione su una città con migliaia di abitanti e con la possibilità che tale sostanza fosse raccolta e studiata da agenti nemici. Tra l’altro non si conosce l’effettiva efficacia della sostanza a fini antiradar!

Il Professor Piccardi dell’Istituto di Chimica e Fisica dell’Università di Firenze, interrogato al tempo sull’argomento, escluse che la sostanza vetrosa fosse stata lasciata cadere da un aereo, mentre ipotizzò che il vento potesse aver trascinato e fatto cadere sulla città le emissioni di qualche vetreria. Ma quale vetreria poteva produrre così tante scorie che, sollevate dal vento, ricadessero su tutta Firenze e circondario? Anche questa spiegazione non regge… 

Nei giorni seguenti strane nevicate e avvistamenti simili si susseguirono in Italia (a Perugia, Civitavecchia e Lucca) e persino all’estero. 
 
Pagina di giornale dell'epoca.
Subito dopo lo straordinario evento, a detta di svariati testimoni le campagne circostanti iniziarono ad essere oggetto di altre “apparizioni”: quelle di alcuni misteriosi figuri che i contadini del Valdarno chiamavano semplicemente “Ispettori”: chi erano questi misteriosi individui? Forse funzionari dei servizi segreti militari, inviati dal Ministero a raccogliere il maggior numero d’informazioni e testimonianze possibili sull’argomento? 

L'episodio del 27 ottobre ’54, rimane una delle pietre miliari dell’Ufologia italiana e mondiale essendo uno dei pochi avvistamenti che coinvolse migliaia di testimoni e con prove materiali che attestavano che sui cieli di Firenze qualcosa di insolito e inspiegabile si manifestò senza alcun dubbio.

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