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venerdì 3 maggio 2013

L’essere di Atacama: un caso montato ad arte per destabilizzare l’ufologia?



 
Lunedì 22 aprile è stato rilasciato Sirius, il documentario realizzato da Steven Greer che annunciava un importante passo avanti nella ricerca di forme di vita extraterrestri.

Nel documentario sono stati finalmente rivelati i risultati inerenti il dna del piccolissimo scheletro rinvenuto ad Atacama, in Cile.

Nel documentario è stato intervistato Garry Nolan, direttore di Biologia delle cellule staminali presso la Scuola di Medicina dell'Università di Stanford in California, che ha eseguito i test del DNA:

"Posso dire con assoluta certezza che non è una scimmia. E 'umano.... Ovviamente, respirava, si nutirva e metabolizzava. Viene da pensare quanto poteva essere grande quando è nato".
 

Caso risolto?
 
Sicuramente ora abbiamo le prove che si tratta solamente di una mutazione umana ma forse il “mistero” da svelare è un altro.

Il comportamento di Greer è stato tutto fuorché professionale e volto alla scoperta della verità.

Come già anticipato nel precedente articolo (L’esseredi Atacama: alieno “lillipuziano”?) Greer ha “condito” l’intera vicenda con false testimonianze a favore dell’origini aliene dell’essere, creando un polverone mediatico non indifferente. Ora alla luce dei risultati delle analisi tutta la vicenda prende delle tinte a mio avviso molto fosche.

Ho il fondato sospetto che tutto ciò sia stato preponderato al fine di destabilizzare la seria ricerca ufologica. Non dimentichiamoci che la storia dell’essere di Atacama è conosciuta, in ambiente ufologico, già dal 2006; perché solo nel 2013 Greer ha deciso di occuparsi di questo caso? E perché ha agito in modo così sconsiderato, urlando al mondo di aver trovato le prove dell’esistenza di vita aliena, prima di avere delle prove certe a sostegno?
 
Forse era solo un modo per fare della facile pubblicità al suo documentario, ma sicuramente il suo operato non è stato rivolto al bene della ricerca ufologica.

martedì 16 aprile 2013

L’essere di Atacama: un alieno “lillipuziano”?

 
Ultimamente ha suscitato molto interesse la notizia, rilasciata da Steven Greer, fondatore del Disclosure Project, del ritrovamento del corpo mummificato di un presunto alieno, di ridottissime dimensioni.
Il corpo dell’essere misurerebbe, infatti, circa 14 cm ed è stato ritrovato nel 2003 nel deserto cileno di Atacama presso la località di La Noria da alcuni abitanti del posto.

La notizia del ritrovamento però non è recente; già nel 2006 Cristina Aldea (referente del Centro Ufologico Nazionale italiano per la Germania) aveva eseguito una ricerca e scritto un articolo pubblicato sulla rivista “Ufo Notiziario” n. 65 di Novembre/Ottobre 2006.

E’ sconcertante il fatto che le modalità di ritrovamento descritte da Greer non coincidano con quelle, molto più “semplici”, descritte in tale articolo. Greer, infatti, probabilmente per suscitare ancora più interesse sul caso, afferma addirittura che un militare avrebbe visto la creatura ancora in vita, e avrebbe ricevuto minacce tese a zittirlo. La creatura avrebbe anche tentato di comunicare telepaticamente con il militare che sarebbe giunto sul posto dopo lo schianto dell’astronave pilotata dal minuscolo alieno. Insomma forse Greer più che occuparsi del “Disclosure Project” dovrebbe darsi alla stampa sensazionalistica!

Ma torniamo alla versione, sicuramente più seria, fornita da Cristina Aldea.
 
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