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mercoledì 26 giugno 2013

Niente Ufo siamo inglesi: il MoD chiude l’ufficio sugli Ufo.


 
Parafrasando il titolo di un vecchio film degli anni 70  è possibile sintetizzare quello che è avvenuto pochi giorni fa presso il Ministero della Difesa britannico che ha deciso di chiudere l’ufficio che si occupava delle segnalazioni di oggetti volanti non identificati sui cieli del Regno Unito. 

Ma aspettate un momento… Questa notizia non mi è nuova… Ma tale ufficio non era stato chiuso già nel lontano 2009 ? 

Una breve ricerca sul web conferma questo mio ricordo:
 

Ma allora perché la notizia è stata ripresa con tanto clamore in questi giorni? 

Molto probabilmente, come ipotizzato dal presidente del Centro Ufologico Nazionale, Vladimiro Bibolotti, nel suo articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano Online”, si tratta di una mossa atta a mettere in ombra il sessantaseiesimo anniversario dell’avvistamento di Kenneth Arnold, considerato da tutti il primo avvistamento ufficiale dell’Ufologia moderna. 

Ci troviamo quindi davanti l’ennesima operazione mediatica atta a minimizzare il fenomeno ufologico, adducendo come causa per la chiusura dell’ufficio, la mancanza di “evidenze extraterrestri di attività ostile o minacce alla sicurezza nazionale.”

Ovviamente si ignorano le centinaia di avvistamenti inspiegabili, effettuati anche da piloti, sia civili che militari da ormai quasi settanta anni. Ma forse è proprio nella natura misteriosa del fenomeno che sta il problema: non essendo riusciti a fornire una spiegazione razionale il MoD (Ministero della Difesa) ha preferito “gettare la spugna” dando il via ad un’operazione mediatica di discredito del fenomeno.
 

Fonti:
 

venerdì 3 maggio 2013

L’essere di Atacama: un caso montato ad arte per destabilizzare l’ufologia?



 
Lunedì 22 aprile è stato rilasciato Sirius, il documentario realizzato da Steven Greer che annunciava un importante passo avanti nella ricerca di forme di vita extraterrestri.

Nel documentario sono stati finalmente rivelati i risultati inerenti il dna del piccolissimo scheletro rinvenuto ad Atacama, in Cile.

Nel documentario è stato intervistato Garry Nolan, direttore di Biologia delle cellule staminali presso la Scuola di Medicina dell'Università di Stanford in California, che ha eseguito i test del DNA:

"Posso dire con assoluta certezza che non è una scimmia. E 'umano.... Ovviamente, respirava, si nutirva e metabolizzava. Viene da pensare quanto poteva essere grande quando è nato".
 

Caso risolto?
 
Sicuramente ora abbiamo le prove che si tratta solamente di una mutazione umana ma forse il “mistero” da svelare è un altro.

Il comportamento di Greer è stato tutto fuorché professionale e volto alla scoperta della verità.

Come già anticipato nel precedente articolo (L’esseredi Atacama: alieno “lillipuziano”?) Greer ha “condito” l’intera vicenda con false testimonianze a favore dell’origini aliene dell’essere, creando un polverone mediatico non indifferente. Ora alla luce dei risultati delle analisi tutta la vicenda prende delle tinte a mio avviso molto fosche.

Ho il fondato sospetto che tutto ciò sia stato preponderato al fine di destabilizzare la seria ricerca ufologica. Non dimentichiamoci che la storia dell’essere di Atacama è conosciuta, in ambiente ufologico, già dal 2006; perché solo nel 2013 Greer ha deciso di occuparsi di questo caso? E perché ha agito in modo così sconsiderato, urlando al mondo di aver trovato le prove dell’esistenza di vita aliena, prima di avere delle prove certe a sostegno?
 
Forse era solo un modo per fare della facile pubblicità al suo documentario, ma sicuramente il suo operato non è stato rivolto al bene della ricerca ufologica.
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