Dieci anni prima che una nave
aliena precipitasse nella proprietà del rancher Mack Brazel, vicino a Roswell,
New Mexico, un disco volante ha perso il controllo ed è caduto nella campagna
della Germania nazista. Questa incredibile storia, coperta dagli Stati Uniti e
dall’URSS da oltre settanta anni, si suppone sia la vera motivazione per l’intensa
ricerca effettuata dai nazisti sugli aerei senza ali e a forma di disco;
l’ossessione di Hitler e Himmler per gli UFO e la tecnologia aliena ha portato
a straordinari esperimenti effettuati dalle SS conclusi con la costruzione di
veri e propri dischi volanti e della famosa “Campana”: un bizzarro motore
multidimensionale che neutralizzerebbe la forza di gravità, provocando una
spaccatura nel continuum spazio-temporale stesso e creando sorprendenti effetti.
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mercoledì 24 aprile 2013
martedì 9 aprile 2013
Il “Prodigiorum Liber”, Ufo nell’antica Roma (parte seconda).
Ecco la seconda parte (per la prima parte clicca qui) relativa ai “prodigi” registrati da Giulio
Ossequente nella sua opera “Prodigiorium Liber”.
Anche nel periodo di tempo
andante dal 100 a .C.
fino al 17 a .C.
nell’antica Roma furono registrati eventi ufologici degni di nota: armi e scudi
volanti, travi ardenti e globi infuocati di difficile decifrazione per l’epoca
ma che ci ricordano i moderni avvistamenti Ufo e in qualche caso addirittura i
nostri moderni aerei a reazione.
Buona lettura!
Fax ardens
Tarquiniis late visa subito lapsu cadens. Sub occasu solis orbis clipei similis
ab occidente ad orientem visus perferri. In Piceno terrae motu domicilia
ruinis prostrata, quaedam convulsa sede sua inclinata manserunt. Fremitus
armorum ex inferno auditus. Quadrigae aureatae in foro a pedibus sudaverunt.
Fugitivi in Sicilia proeliis trucidati.
A Tarquinia si
vide una fiaccola ardente improvvisamente scendere. Al calare del Sole si vide
un oggetto circolare simile a uno scudo dirigersi da ovest a est. Nel
Piceno le abitazioni furono ridotte in rovine da un terremoto, mentre alcune
rimasero inclinate nella loro sede sconvolta. Un fremito di armi fu udito dal
fondo della terra. Le Quadrighe dorate nel foro sudarono nella parte inferiore.
Gli schiavi fuggitivi in Sicilia furono trucidati in battaglia.
Commento
Una possibile meteora avvistata a Tarquinia e uno “scudo
volante” avvistato nella stessa città. Se nel primo caso si tende per una
spiegazione “naturale”, nel secondo non pare ci siano fenomeni conosciuti che
possano spiegarlo.
L’affascinante romanzo dei “dischi volanti” (parte terza)
![]() |
| Fotogramma di un famoso filmato raffiguranti falsi ufo. |
Premessa: la terza parte del
servizio pubblicato su “La
Domenica del Corriere” nel 1967 parla dei “falsi ufo” e dei
modi per crearli. Ovviamente le tecniche descritte si riferisco a quegli anni e
oggi ve ne sono di molto più evolute. Resta comunque interessante capire con
quale facilità, già all’epoca, era possibile “ingannare” il pubblico con dei
semplici accorgimenti.
Buona lettura!
La fertile industria dei “dischi” truccati.
I metodi per ottenere buone fotografie di “dischi volanti” abilmente
falsificate sono parecchie decine ed ogni giorno ne nasce uno nuovo: in questa
puntata ne passiamo in rassegna i principali, ai quali si debbono alcuni
celebri “casi”, che hanno scosso in passato l’opinione pubblica.
La storia non ci ha tramandato il
nome di colui che, per primo, realizzò una fotografia “truccata” di disco
volante: ma anche se non lo conosciamo, possiamo star certi che la spinta
decisiva gli venne proprio da questo termine, “disco”. Difatti, è facilissimo
prendere una stoviglia, un lampadario, un piattello, un microsolco: buttarli
per aria e, certo con un minimo di occhio, fotografarli. Se si ha cura di
sfocare un poco lo sfondo, e di adottare un tempo piuttosto lungo, in modo che
il “disco”, per la sua velocità, venga naturalmente mosso, si possono ottenere
immagini molto suggestive. Ben diverso sarebbe stato se Kenneth Arnold, il 24
giugno 1947, avesse visto volare sulla sua testa ignara draghi volanti o,
semplicemente aeronavi di foggia inusitata: i trucchi si sarebbero
straordinariamente ridotti di numero, e i tavoli delle redazioni di tutto il
globo sarebbero oggi assai meno ingombri di false “testimonianze”.
sabato 6 aprile 2013
Il “Prodigiorum Liber”, Ufo nell’antica Roma (parte prima).
Diverse sono le fonti di
testimonianze di eventi inspiegabili avvenuti nel passato.
Una di queste fonti, tra le più
conosciute dagli ufologi, è il “Prodigiorum Liber” di Giulio Ossequente,
scritto nel IV secolo d.C.
In questo compendio l’autore
elenca tutti quei fatti considerati dei veri e propri “prodigi”, da nascite di
bambini o animali con malformazioni, a veri e propri avvistamenti inspiegabili,
passando per i cosiddetti fenomeni fortiani (piogge anormali di sangue, latte)
a eventi che al giorno d’oggi considereremmo miracolosi (statue di dei che
lacrimano).
In questa sede ho voluto
raccogliere tutte quelle descrizioni di eventi che richiamano ad avvistamenti
di oggetti volanti inspiegabili, dei veri e propri “Res Inexplicatae Volantes”.
Per questo articolo, diviso in
più parti, mi sono avvalso della traduzione del testo effettuata dal latino
all’italiano dagli studenti del Liceo Scientifico “Torelli” di Fano con la
supervisione del prof. Stefano Lancioni che potete trovare al seguente
indirizzo web: http://win98.altervista.org/libro-prodigi-tradotto.pdf
Inoltre per alcuni controlli
relativi alla traduzione ho utilizzato il dizionario di latino online
raggiungibile a questo indirizzo: http://www.dizionario-latino.com/index.php
Ho mantenuto la suddivisione in
anni (con indicazione dei consoli in carica) e l’intera stesura dei fatti
accaduti, evidenziando quelli rilevanti in campo ufologico. E’ presente
l’originale in latino con successiva traduzione in italiano e un mio commento
finale.
Questa prima parte comprende il
periodo storico che va dal 190
a .C. al 100
a .C.
Buona lettura!
giovedì 4 aprile 2013
L’affascinante romanzo dei “dischi volanti” (parte seconda)
![]() |
| L'avvistamento di K.Arnold in una illustrazione dell'epoca. |
Premessa: di seguito la seconda parte del
servizio pubblicato su “La
Domenica del Corriere” nel 1967.
Buona lettura!
663 offetti che nessuno ha spiegato
Su 11.074 segnalazioni registrate negli ultimi vent’anni dai centri
ufficiali degli Stati Uniti, 663 si riferiscono a “oggetti non identificati”.
In tutto il mondo saranno, però, almeno due o tremila. Vi sono sintomi che
l’intera questione possa essere chiarita già nel corso del 1967.
Il 24 giugno 1947, dunque 20 anni
fa, un certo Kenneth Arnold, pilota civile americano che stava volando sullo
Stato di Washington alla ricerca di un apparecchio che si supponeva
precipitato, si vide raggiungere, sorpassare e lasciare indietro da una
formazione di nove dischi volanti. Erano simili a gigantesche boccole di
bronzo, curiosamente smangiate da una parte: e con un diametro non inferiore ai
35 metri .
Kenneth Arnold si dimenticò
all’istante della sua missione, scese a terra precipitosamente ed dette al
mondo la notizia fulminante dell’esistenza dei “piatti volanti”.
Da allora, un calcolo stimato fa
ascendere ad almeno 150.000 il numero degli avvistamenti, un buon terzo dei
quali avvenuti da parte di più persone contemporaneamente. In pratica se si
eccettuano vasche da bagno, culle per neonati e ferri da stiro, in cielo è
stato visto di tutto, compresi bricchi da caffè, teiere, trottole e cappelli a
cilindro. Un ventennale “Salone del Disco”, che ha finito per far perdere non
solo all’umanità stupefatta, ma anche a chi si occupa più da vicino di queste
cose, il senso delle proporzioni e probabilmente il significato più profondo di
certi singolari fenomeni.
domenica 31 marzo 2013
L’affascinante romanzo dei “dischi volanti” (parte prima)
![]() |
| L'avvistamento del 1566 a Basilea |
Premessa: vorrei proporre ai lettori una
serie di articoli, apparsi su “La
Domenica del Corriere” alla fine degli anni ’60, che a mio
avviso possono fornire una buona base di partenza per tutti i “neofiti” dell’ufologia,
ma che comunque saranno una piacevole lettura anche per i più esperti.
Le testimonianze letterarie, pittoriche e monumentali che sono state
riunite e studiate in questi ultimi anni, permettono di pensare che i “dischi
volanti” siano nuovi solo di nome: più o meno nella stessa forma e con
l’aggiunta di una sbrigliata fantasia, questo fenomeno è stato sempre osservato
dal più profondo dei secoli.
Contro coloro che si dicono
convinti dell’esistenza dei “dischi volanti”, si sogliono portare due tipi di
obiezioni fondamentali: la suggestione collettiva e l’equivoco. Si dice,
insomma: “Hai creduto di vedere, ma, in realtà, ti sei lasciato influenzare dai
racconti altrui”. Oppure: “Hai visto, ma ciò che hai creduto un disco volante,
non era altro che un pallone, un aereo, un fuoco fatuo, un particolare fenomeno
dell’atmosfera”.
Si tratta di un gioco chiuso,
almeno finché qualcuno non riuscirà a catturare materialmente uno di questi
“oggetti sconosciuti”, impacchettarlo e portarlo a chi di dovere. Fino al
giorno in cui questo non succederà ogni testimonianza moderna è soggetta, ed è
giusto che sia così, alle due obiezioni che si sono dette.
Il metodo di ricerca storico
permette, entro una certa misura, di uscire da questo pelago e di camminare in
zone “non sospette”, comunque al riparo da queste due accuse. I nostri lontani
progenitori romani non conoscevano la stampa, la radio, la televisione: e
perciò tra di loro i fenomeni di suggestione collettiva che ci sono così
familiari o non avvenivano o avvenivano in altro modo.
Non solo. Dobbiamo tener conto
che macchine volanti, luce elettrica, comunicazioni radio e motori sono
comparsi non prima di una sessantina di anni or sono, dunque, largheggiando,
nell’ultimo secolo. Per i settanta secoli di storia scritta precedenti, non
soltanto le macchine volanti non esistevano e quindi non volavano, ma erano
anche difficilmente pensabili: la letteratura ci informa di quali sono stati
gli sforzi di fantasia dei nostri bisavoli al proposito. Nessuno di essi riuscì
ma a escogitare per esempio per il volo qualcosa di diverso da macchine mosse
da ali, approssimativamente a quelle di un uccello.
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