La mattina del 25 febbraio del 1942, a Los Angeles,
avvenne uno dei più discussi casi ufologici del ventunesimo secolo.
Alle ore 2.15 la rete di radar
americani, posta a controllo della costa est, rilevò un oggetto a circa 193 km dalla costa
californiana; immediatamente l’intero apparato difensivo statunitense venne
messo in preallarme, compresa l’artiglieria contraerea. Alle 3.06 un oggetto
(presumibilmente lo stesso) venne avvistato sulla capitale californiana e la
contraerea, coadiuvata dai potenti riflettori posti a terra, aprì il fuoco
contro di esso. La “battaglia” infuriò per circa un’ora, durante la quale
un’infinità di proiettili furono sparati contro il presunto aereo nemico.
Ovviamente si pensava ad un attacco nemico ad opera dei giapponesi.
L’oggetto però non venne
abbattuto e, a detta dei testimoni, sembrava sorvolare lentamente la città
senza curarsi del fuoco di sbarramento che gli si riversava contro.
Il mattino dl 25 febbraio, alle
prime luci dell’alba, si riscontrarono numerosi danni, provocati dai proiettili
lanciati contro l’oggetto, i cui bossoli ricadevano a terra provocando lesioni
ad edifici ed anche a persone (in totale vi furono sei vittime, tutte causate
da “fuoco amico”).
Ma si trattava realmente di un
attacco nipponico?

